LA PARTITA ALL'INTERNO DEGLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA



Sembra una partita a scacchi. Dopo i dati emersi dalla piattaforma di certificazione dell’attività sportiva (CSI primo Ente di Promozione Sportiva in Italia per attività sportiva realizzata) si é scatenata una bagarre. Come sapete c’é stato un primo tentativo di 'riaprire' la piattaforma, permettendo agli Enti di caricare nuovi dati (di conseguenza modificando la classifica determinatasi).
La richiesta é arrivata dal coordinatore degli Eps e presidente dello Csen, Francesco Proietti, condivisa con altri Enti di Promozione. Il Coni ha fatto la cosa più saggia che poteva fare. Ha riaperto la piattaforma per perfezionare dati già inseriti impedendo però di inserire dati nuovi. Il concetto era chiaro. Non abbiamo scherzato ed indietro non si torna. Niente proroghe non motivate. Al contrario, il buon senso di permettere a chi doveva perfezionare i dati inseriti di poterlo fare. Ovviamente la questione non é finita lì.

Il Coni nel proseguire la sua azione di 'monitoraggio e controllo' (che finalmente sta diventando tale e non solo a livello virtuale) ha chiesto documentazione di controlli a campione di quanto rendicontato. Ad esempio al Csi é stata chiesta la documentazione di 25 manifestazioni sportive svolte a carattere nazionale e in 12 comitati territoriali, oltre a 12 iniziative formative realizzate a livello provinciale, regionale e nazionale. Tempo per consegnare questa corposa documentazione: 7 giorni. Qui secondo noi il Coni ha sbagliato.
Ma non ha sbagliato il metodo. Ha sbagliato i tempi. Sui controlli con richiesta di documentazione siamo d’accordo. Anzi, molto di più! Anzi ci auguriamo che questi controlli diventino sempre più corposi e invadenti. Siamo per la trasparenza e non abbiamo nulla da nascondere.

La nostra attività (come quella di altri Enti) é vera e non abbiamo nulla da nascondere. Sui tempi siamo rimasti sorpresi. Raccogliere la documentazione di manifestazioni avvenute in molte parti d’Italia in soli 7 giorni non é cosa facile. Siamo i primi a dire che una 'proroga di questa tempistica' era auspicabile e necessaria. Fatto sta che, promossa dal coordinatore degli enti Proietti, é stata indirizzata una nuova lettera al presidente Malago che 'critica' l’operazione Certificazione del Coni per tempi, modalità e contenuti, chiedendo di riaprire un dialogo sul ruolo degli Enti all'’interno del Coni. La sensazione è che si tenti di bloccare l’operazione Certificazione spostando l’attenzione da un'altra parte. Sul ruolo degli Enti all'interno del Coni siamo ovviamente interessatissimi a fare squadra con tutti per dare forza e voce alle politiche di promozione sportiva di base ed al ruolo prezioso e centrale degli Enti nel sistema sportivo italiano. Ma quella della Certificazione è un’altra partita. Mischiare le due cose nella stessa lettera non aiuta a fare chiarezza e rischia di generare confusione.
Sulla Certificazione crediamo che occorra fare passi avanti e non indietro. Non saremo disponibili a rinvii, congelamenti, riaperture dati e altre cose del genere. Siamo i primi a dire che i tempi del Coni per consegnare la documentazione a campione sono stati troppo stretti. Ma meglio questo che un rinvio di tutta l’operazione trasparenza. Alcuni Enti ragionano con chiarezza come noi! Avanti tutta sulla trasparenza e sulla chiarezza dei dati.

Altri Enti tirano il freno a mano e prendono ogni occasione buona per farlo. Per noi la prossima 'mossa' deve essere quella di rendere pubblici i dati di ogni Ente di promozione provincia per provincia. Vogliamo che tutti sappiano tutto con chiarezza e trasparenza. Non abbiamo problema a pubblicare (sul sito del Coni) i dati di società sportive, tesserati e attività svolte dal Csi in ogni provincia. Vogliamo però veder pubblicati anche quelli di tutti gli altri. Solo così cadranno definitivamente maschere e “giochetti”. Solo così si contribuirà a costruire trasparenza e a valorizzare l’azione degli Enti.

Altro che freno a mano! Serve spingere sull’acceleratore. Per anni abbiamo lavorato con impegno e convinzione per una 'unità degli EPS' convinti che quella fosse la strada per dare forza e cittadinanza alle politiche di promozione sportiva. Non abbiamo cambiato idea. Abbiamo solo aggiunto un 'passaggio a livello'. L’unita degli EPS è l’unica strada possibile, ma va perseguita con tutti coloro che non hanno problemi a chiedere trasparenza e controlli non solo a parole, ma anche nei fatti. Per fortuna la maggioranza EPS ragiona così.

Staremo a vedere come andrà a finire.

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