Le Regioni del Centro riflettono sul presente e sul futuro del CSI



“Dove siamo, come CSI?” Domanda molto semplice ma anche molto profonda, alla luce del sottotitolo che è stato dato alla due giorni di San Gabriele: “Nel sistema sportivo che cambia, tra vecchie ambiguità e nuove derive, quali scelte per il CSI?”


Per dare una risposta, è stato necessario percorrere tre fronti paralleli. 


Da un lato, una tavola rotonda, che ha visto la partecipazione anche di alcuni addetti ai lavori esterni al CSI, che ci hanno aiutato a tracciare il quadro dei rapporti che intercorrono attualmente fra Coni, Federazioni Sportive ed Enti di Promozione.


Dall’altro, l’analisi delle novità introdotte dalle Legge di Bilancio 2018 per le ASD, delle disposizioni (non ancora completate) sul Terzo Settore, e dei cambiamenti apportati al Registro delle società sportive, in vigore dal 1° gennaio di quest’anno.


Al centro, l’esame della bozza del nuovo Statuto CSI elaborata dalla preposta commissione nazionale, che secondo gli intendimenti della presidenza dovrà essere portata ad approvazione nella assemblea straordinaria del 9 giugno prossimo.


Partendo da quest’ultimo tema, i dirigenti delle quattro regioni facenti parte dell’Interregionale hanno svolto, sotto la guida di Daniele Pasquini – e con la partecipazione del presidente nazionale Vittorio Bosio -  un ampio dibattito sulla bozza di Statuto, articolo per articolo, trovando punti di ampia condivisione, a cominciare dal rafforzamento del ruolo dei Comitati Regionali.


Una profonda riflessione è stata fatta altresì su quelle che possono essere le scelte e le rinunce che il CSI dovrà fare qualora dovesse conservare la propria appartenenza al Coni oppure optare per il Terzo Settore, facendo emergere anche le problematiche della doppia appartenenza.


Dove siamo, come CSI, nei rapporti con il Coni e le Federazioni sportive? Se ne è parlato col contributo del presidente Coni Abruzzo Enzo Imbastaro, il presidente Fidal Lazio Fabio Martelli, il presidente Aics Abruzzo Andrea Padovani e dello stesso Vittorio Bosio.


In linea generale, è emerso un fronte comune di opinione: i rapporti fra le tre figure sono difficili, soprattutto a causa delle frequenti invasioni di corsia che Coni e Federazioni fanno rispetto all’ambito di interesse degli EPS, che è la promozione sportiva. 


Secondo Imbastaro in Abruzzo ci sono buone sinergie fra Coni ed Enti, ma alcune Federazioni hanno preso delle posizioni che rendono difficili le relazioni. Martelli arriva a dire che nello sport non si capisce più chi dirige e chi comanda, sottolineando poi che le convenzioni EPS-Federazioni a livello nazionale sono spesso disapplicate, o addirittura sconosciute nel territorio.


La conflittualità degli interessi genera confusione, questo è pure il pensiero di Padovani. E ciò impedisce al movimento sportivo di rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti, in termini sportivi, della popolazione. 


Daniele Rosini è sulla stessa lunghezza d’onda, affermando chiaramente che oggi agli EPS non è riconosciuta pari dignità e valenza e che alcune Federazioni sono entrate a gamba tesi sull’attività precipua degli Enti.


Vittorio Bosio va all’unisono, denunciando che c’è una linea di pensiero che punta all’accorpamento e quindi all’eliminazione degli EPS, e che nello sport ci sono poteri forti che hanno ostacolato l’emanazione di una legge quadro, di cui oggi come mai si avverte il bisogno.


La morale, in definitiva, è che tutte le forze in campo dovrebbero mettersi in relazione per superare le difficoltà attuali e promuovere una legislazione che dia dignità a tutto il mondo sportivo.


Con Alberto Succi, già protagonista del convegno svoltosi all’Acquacetosa la settimana precedente, si è entrati nel merito delle questioni tecniche accennate in apertura, che hanno provocato mutazioni molto rilevanti allo scenario dello sport dilettantistico e promozionale.


Come già preannunciato, dedicheremo a tali tematiche un articolo a se stante, che sarà pubblicato a breve.


A coronamento di questo intenso week-end di lavoro, in cui i quattro presidenti regionali - Angelo De Marcellis (CSI Abruzzo), Tarcisio Antognozzi (CSI Marche), Roberto Pascucci (CSI Umbria), Daniele Rosini (CSI Lazio), più lo special guest Giorgio Porro (CSI Calabria) – hanno ulteriormente rafforzato la coesione fra i Comitati e hanno dimostrato di avere una sostanziale convergenza, vanno ricordati i saluti porti in apertura dal Rettore del Santuario di San Gabriele, padre Natale Panetta, e in chiusura dal S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, che dopo essere stato Vescovo ausiliario a Roma – e tutti ricordiamo con piacere quanto sia stato vicino al nostro Comitato in quel periodo – è stato nominato Vescovo di Teramo-Atri, il quale poi ha officiato la Santa Messa che ha solennemente concluso i lavori dell’Interregionale, nel Nuovo Santuario di San Gabriele.


Una simpatica nota di colore è stata portata dal presidente del CSI Cassino Mario Scuro, che ha fatto salire a San Gabriele il concittadino Gianmarco Cardillo campione italiano di pesi massimi. Un ragazzo, va detto, è un ragazzo che conosce bene il CSI e lo ha vissuto da protagonista, in qualità di arbitro. Un pugile dalla faccia sin troppo pulita e che mantiene bene i piedi a terra; sogna in grande, come è giusto che sia, ma non si dimentica delle proprie origini, e lo spirito CSI lo aiuta certamente a superare le crescenti difficoltà che il suo percorso da sportivo di alto livello gli sta ponendo.


*****


L’appuntamento di San Gabriele ha attirato anche arbitri e allenatori degli sport di squadra. Un rituale che si ripete tutti gli anni, per valutare le condizioni atletiche e la preparazione tecnica dei direttori di gara, in vista delle Finali Nazionali, e per offrire ai mister l’opportunità di un aggiornamento  in linea con il loro ruolo di educatori e formatori di giovani.


 


 



Designed and powered by CSI F.M. versione 1.0